Il letame degli maiali come asfalto biologico

Uno dei tanti problemi che in questo periodo sta colpendo l’Italia, da nord a sud, riguarda lo stato del manto stradale dentro e fuori città. A causa delle piogge incessanti e una manutenzione alquanto approssimativa da parte degli organi che se ne dovrebbero occupare, le strade del bel Paese sono più simili ad una forma di groviera per le numerose buche presenti, che minano la sicurezza degli autisti e non solo. I telegiornali hanno dedicato molti servizi in particolar modo alle buche o voragini della Capitale, ma, attraverso i social network, si è venuto a sapere che il problema è ben più diffuso e merita un intervento tempestivo. A tal proposito torna molto utile un progetto del professore Elli Fini e della sua equipe, che ha effettuato una ricerca molto interessante e assolutamente bio, in grado di risolvere il problema dell’asfalto senza inquinare ancora di più il nostro pianeta. Sebbene può sembrarvi strano, assurdo o improbabile, Fini ha scoperto che l’impiego di escrementi di animali, come i maiali, potrebbe dar vita ad una pratica che in America sta prendendo piede, aggiustando buche profonde e meno profonde. Fini, con il suo team dell’Università Agricola e Tecnica del North Carolina, ha dimostrato che il letame dei maiali, se trasformato adeguatamente, può sostituire il classico asfalto.

Vi chiederete come possa essere possibile questo. La risposta è nella composizione degli escrementi del suino che, contenendo oli simili al petrolio, sono in grado di essere compostati in masse bituminose adatte al risanamento delle strade. Sebbene abbiate letto la parola “petrolio”, è bene specificare che tale operazione non può essere applicata per la produzione di liquidi combustibili come la benzina, perché questi oli non possono essere raffinati secondo tale procedura. Il nascente adesivo fatto di letame è stato chiamato PiGrid e non tornerà utile solo per la riparazione del manto stradale, ma anche per la produzione di libri, collanti per i pavimenti e tanto altro, sempre per rispettare il più possibile la natura. Tornando al discorso dell’asfalto, tale pratica prenderà sicuramente piede perché vanta, non solo dei costi di produzione davvero bassi soprattutto se relazionati all’asfalto classico, ma sono anche molto più resistenti e più longevi in termini di crepe, usure e invecchiamento. Sempre in relazione all’attenzione del professor Fini verso l’ambiente, ideando una risorsa solitamente inquinante, come bio al 100%, è bene sottolineare che tale operazione applica un riciclo importante di rifiuti animali, contribuendo in maniera corposa al piano ambientale e a questioni che stanno a cuore a tutto il mondo. In primis, in relazione al contenimento delle emissioni di gas a effetto serra e poi all’eccesso di fioriture di alghe. Questo importante risultato cambierà la vita non solo di coloro i quali lavorano in questo settore, riducendo i costi al minimo ed ottenendo il massimo risultato, ma sicuramente sarà un modo per accelerare la lavorazione in tutto il mondo.